ArchiLetture

Da quasi un anno ho l’onore (vero) di nutrire la Rubrica di Architettura più popolare e significativa tra le riviste non specializzate nel nostro Paese. Inventata e condotta tra il 1954 e il 2000 da Bruno Zevi, quindi seguita per 15 anni da Massimiliano Fuksas, questa preziosa finestra sullo Stato dell’Architettura nel mondo è uno dei modi più diretti e leggeri di raccontare al grande pubblico la complessità che si cela dietro ogni singola opera costruita.

Il potere dell’architettura nella nostra vita è straordinario. L’abitiamo, viviamo e subiamo ventiquattr’ore su ventiquattro; condiziona il nostro modo di stare nel mondo e di cambiarlo; può offrirci speranza e qualità diffusa di vita così come può rendere l’ambiente alienante e opprimente. E’ per questo che nell’ultimo anno ho voluto puntare molto sulla dimensione civile e politica di questa disciplina piuttosto che sulle opere più recenti delle cosidette star-architect o sull’emergere di un nuovo stile da copertina. Oltre a questo il mio interesse si rivolge all’architettura italiana contemporanea che vive una stagione difficile e che va promossa e fatta conoscere con chiarezza, oltre a tutti quei laboratori “laterali” di architettura che in tante parti del mondo stanno emergendo producendo esperienze interessanti su cui riflettere. L’architettura è un bene comune e riguarda tutti noi, ed è per questo che costruire consapevolezza critica sul nostro ambiente costruito è così importante oggi.

Il mondo che ci circonda sta cambiando radicalmente producendo domande e desideri a cui anche l’architettura e il design sono chiamati a portare un contributo e visioni generose. Compito di questo blog sarà quello di riportare le Cronache che vengono pubblicate su carta la settimana prima ma con un numero di immagini maggiore, a cui aggiungeremo recensioni di mostre, siti, video e libri, oltre che il contributo pirata e libero di amici e colleghi che vorranno entrare in questo laboratorio aperto al mondo